Bipolarismo all’italiana, 5 stelle all’amatriciana, viva ’o sceriffo

Al direttore - Pd in 5 regioni, FI in Liguria e Lega in Veneto. Hanno vinto tutti tranne il Movimento 5 stelle. La scatoletta di tonno rimane sigillata.
Jori Cherubini
Fate il conto, mettete insieme in tutte le regioni quanto hanno preso i partiti di centrodestra e scoprirete che il centrodestra e il centrosinistra sono ancora, ovunque, seppure a volte disgregati, la prima e la seconda forza del paese. Il Movimento 5 stelle è una potenza all’amatriciana. Ancora una volta, zeru tituli per Beppe.
Al direttore - E se dopo questo cinque a due regionale rinascesse un “nuovo patto del Nazareno la vendetta” per contrastare il dilagare dei movimenti populisti di Gribbels e l’altro Matteo, quello estremista?
Roberto Carletti
Il Nazareno, per come lo abbiamo conosciuto, è morto ma potrebbe rinascere su un tema in particolare: la riforma costituzionale. Sarà su questo terreno che si capirà se Renzi ha intenzione o no di portare la legislatura fino alla fine dei suoi giorni.
Al direttore - Fonti bene informate mi dicono che domenica notte, allorquando si è capito l’esito finale delle elezioni regionali, sia Rosy Bindi sia Giovanni Toti sono scoppiati in un’irrefrenabile pianto… e non erano lacrime di gioia.
Valerio Gironi
Al direttore - Ora di impresentabile c’è solo la Bindi. Sia nel senso renziano che berlusconiano del termine.
Mauro Vecchietti
I professionisti dell’antimafia, ogni volta che scendono in campo, vengono sempre gentilmente mandati a quel paese dagli elettori e anche questa volta hanno dimostrato di essere loro gli unici impresentabili in circolazione. Saluti affettuosi anche a Roberto Saviano. E viva ’o sceriffo.
Al direttore - Chi ha scelto questa domenica per votare avrà senz’altro valutato l’irresponsabile tendenza di molti elettori di centrodestra a prediligere un ponte vacanziero piuttosto che la cabina elettorale. Chi è causa del suo mal…
Roberto Bellia
“I moderati fanno il ponte” (citazione sublime del nostro Cav).
Al direttore - “Together we stand, divided we fall”, cantavano i Pink Floyd nella superba opera rock “The Wall”. L’avessero tenuto a mente, quegli smandrappati del (fu) centrodestra, ora forse staremmo a ragionare su numeri diversi e quanto meno su risultati non dipendenti dalle divisioni altrui. Anziché perdere tempo a tirare su muri spaccandosi alla ricerca di un mero tornaconto personale, tornino fin da subito a lavorare per ricostruire un progetto politico unitario, all’insegna di un conservatorismo moderno (alla Prezzolini, per intenderci), realmente alternativo al Pd. E se tanto mi dà tanto anche per i cattolici, se davvero vogliono che l’attuale irrilevanza di fatto non si trasformi in destino, forse è giunto il momento di ripensare forme e modelli della presenza politica, previa s’intende elaborazione di un’idea, un progetto comune degno di questo nome. In primis, ispirato a quel sano e cattolicissimo realismo da sempre allergico a chiacchiere e distintivi.
Luca Del Pozzo
Al direttore - Il Corriere fa uscire nelle edicole una serie di volumi – romanzi, racconti – centrati sulla Resistenza: leggo i nomi (e i titoli) di Bocca, della Morante, di Tobino, ecc. Non credo di poter essere accusato di scarso amore per quel momento della storia italiana, se dico che mi duole di non vedere, nella lista, il nome di Carlo Mazzantini e del suo bellissimo “A cercar la bella morte”, che racconta quelle vicende ma stando dall’altra parte del fronte. La collana è un omaggio alla lotta antifascista, ma un pizzico di pietas storica non avrebbe fatto male a nessuno: il libro di Mazzantini aiuta anzi a spiegare, specie per chi non li ha vissuti, il senso di quei drammatici tempi.
Angiolo Bandinelli
Al direttore - “Tutti sanno che io sono comunista, nel senso di doverista’’, ha detto domenica Bersani ad Aldo Cazzullo del Corriere. Non sarà la main track, ma adesso molti sanno che Pd sta anche per partito doverista. Non per tutti, forse, ma nemmeno per pochi.
Gino Roca
Al direttore - Sul Foglio del 30 maggio, in un articolo dal titolo “L’autocuccagna” a firma di Stefano Cingolani, si scrive che il Gruppo Gavio ha “strappato” alle province di Brescia e Cremona l’Autostrada A21. Non c’è stato alcuno “strappo”, per ripetere le parole di Cingolani. Come è noto, l’aggiudicazione della concessione dell’autostrada A21, scaduta e in regime di prorogatio, è avvenuta al termine di una gara internazionale che ha visto prevalere il Gruppo Gavio la cui offerta è risultata la migliore sia sotto il profilo tecnico che sotto il profilo economico.
Giovanni Frante, responsabile comunicazione Gruppo Gavio